Lavorare in Australia è possibile ed è anche una grande idea.

Una nazione giovane e dinamica, con tante possibilità di lavoro e anche fare impresa, istituzioni efficienti, lingua inglese, luoghi stupendi, qualità della vita alta, paghe dignitose e possibilità di fare carriera molto più in fretta che nella vecchia Europa.

Come si fa a lavorare in Australia?

La prima cosa da togliersi dalla testa è partire per una vacanza e gironzolare e vedere se si può restare. Oppure avere un contatto di lavoro li (magari il solito ristorante che cerca camerieri) ma entrare come se si fosse in vacanza perché il lavoro è in nero.

Ci si mette davanti a seri rischi perché in Australia le leggi migratorie sono molto severe. Multe e rimpatri sono all’ordine del giorno. Ed anche ammesso di non essere mai beccati sarà molto difficile mettersi in regola poi per restare, bisognerà sempre andarsene e fare il tramite dall’Italia.

Altrimenti si sarà condannati al lavoro in nero, sottopagato e nessuna tutela. Con il rischio di essere beccati e spediti a casa a mani vuote.

A meno che non siate avventurieri con lo zaino in spalla, hippie, a cui interessa solo l’esperienza dell’esplorazione, e lavare qualche piatto in nero non vi dispiace e vi serve per racimolare due spicci per la vostra avventura, l’approccio improvvisato non ha senso in Australia.

Per fortuna questo Paese, che sa di avere bisogno di nuovi cervelli e nuove braccia ogni anno, ha un sistema di vacanza-lavoro che permette facilmente di entrare nel Paese per un periodo limitato e lavorare. Questo periodo limitato permette di familiarizzare con il luogo, la cultura, la lingua, il mondo del lavoro e prendere contatti e farsi notare. I lavoratori in working holiday (vacanza lavoro) possono puntare a fare notare le proprie abilità all’azienda che li ospita e magari convincere il capo a farsi assumere per un periodo più lungo o prendere contatti altrove nel tempo libero e cercare uno sponsor.

Lo sponsor è un datore di lavoro che vi permette di chiedere un visto temporaneo ma più lungo della durata di quello della vacanza lavoro, che poi diventa il passo precedente ad un visto duraturo, se tutto va bene.

La regola in Australia è chiara: se non studi e non lavori non puoi restare a zonzo. Se sei entrato come turista puoi solo andare a zonzo senza lavorare, e per un periodo limitato. Se sei in working holiday puoi lavorare ed andare in giro a conoscere il Paese per farti una idea e trovare modi per tornare e/o restarci.

Molti si illudono che tutto il mondo sia l’Unione Europea, in cui grazie agli accordi di Schengen si può andare da un Paese all’altro ed essendo cittadini di uno di essi si è liberi di fare quello che si vuole. Non funziona così e le regole migratorie australiane sono molto rigide.

Chi vuole lavorare in Australia farebbe bene a non infrangere le regole e mantenersi sempre serio e professionale. In questo Paese è facile fare carriera perché la meritocrazia conta tantissimo ma questo ha un rovescio della medaglia: se in Italia una volta fattici una posizione gli errori vengono perdonati facilmente (pensate ai nostri politici sempre rieletti), qui la cultura anglosassone pur essendo meno rigida che altrove valuta moltissimo serietà e professionalità. Mettersi in luce in modo sbagliato (magari cercando lavoro senza essere in posseso dei documenti necessari) può chiudere da subito molte porte, dimostra di non aver fatto ricerche approfondite, di essere approssimativi e superficiali. E per farsi veramente una posizione ed una carriera e non lavorare in modo occasionale/stagionale, non ci si può permettere certe cose.

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